Questa ricetta era nella to-do-list da una vita e poi alla fine ancora non l’avevo mai sperimentata, chissà cosa stavo aspettando.
Adesso che l’ho fatta, provata e (SIGH-SIGH!) anche finita, l’unica domanda che resta è: perché non l’ho provata prima?
E’ senza dubbio la cheesecake più soffice che ho mai provato, e proposta ad una cena con le mie amiche, ha avuto un grande successo, non smettevamo più tagliare fettine.
Ci sono delle cose belle nelle torte, secondo me, quando sono in forno e lievitano per il calore, raccontano la loro parte migliore.
Sono lì che crescono e io non posso che osservarle incuriosita e meravigliata della magia che continua a ripetesi. Se siete amanti di questo fenomeno e, quando avete una torta in forno, non potete evitare di passare numerose volte lì davanti a controllare… Questa è la torta per voi, in forno triplica il suo volume assomigliando ad un panettoncino. Sarà bellissima per qualche istante, poi come un fiore, si sgonfia e si affloscia, tornando torta “normale”. Però voi quel momento l’avete vissuto, avete colto il fiore nel momento più bello, gli altri non “vivranno” la vostra torta allo stesso modo.
Ragionamenti bislacchi, sulla cottura delle torte a parte, tornerei alla ricetta di oggi. Questa sorta di cheesecake soufflè, andrà sicuramente replicata, ho trovato un file disponibile in rete (di un vecchio MTC Challenge) che ripropone tante versioni anche rivisitate in maniera simpatica della classica japanese cheesecake. Ma io non ho dubbi su quale sarà la mia prossima versione: quella la thè matcha.
Ho cercato l’origine di questa torta, mi chiedevo se fosse davvero un dolce made in japane oppure rubasse da lì solo il nome, a quanto pare la risposta è affermativa ma è diffusissimo anche in America. Sarei curiosa di saperne qualcosa in più, se avete qualche indizio fatemi sapere. La ricetta imprescindibile è quella di Cavoletto.
JAPANESE COTTON CHEESECAKE
250 gr di formaggio fresco spalmabile
6 uova
80 gr di latte intero (100 ml)
140 gr di zucchero semolato fine
60 gr di farina
50 gr di burro
20 gr di amido di mais
1 cucchiaio di succo di limone
1/4 di cucchiaino di cremor tartaro (o lievito per dolci)
1/4 cucchiaino di sale
Le dosi indicate vanno bene per uno stampo da 26 cm. Foderare di carta forno tutto lo stampo lasciando che la carta forno esca dai bordi dello stampo almeno 3 cm.
E’ necessario che i bordi della carta forno siano belli alti perché la torta, contenendo molte uova tende a gonfiarsi molto in cottura, per poi planare delicatamente quando si fredda.
Lavorate il formaggio con un cucchiaio di legno per renderlo cremoso, aggiungete il burro fuso, il latte, il succo di limone. Incorporate anche i tuorli, la farina, l’amido di mais ed il sale.
Montare gli albumi a neve insieme allo zucchero e al lievito (o cremor tartaro).
Aggiungere gli albumi alla crema al formaggio, un poco per volta, mescolando dal basso verso l’alto, incorporando gli albumi senza smontarli. Versate il composto nello stampo precedentemente preparato e disponetelo all’interno di una teglia da forno più grande in cui bisogna versare due dita di acqua.
Infornate il tutto a 160°C per un’ora e dieci minuti. Spegnete il forno, aprite lo sportello ma lasciate la torta a raffreddare in forno.
E’ buonissima così spolverata di zucchero a velo, ma anche con salse alla frutta.
Questo cheesecake è vero lascia il segno é qualcosa che va oltre le nuvole per la sua sofficita` e questa visione mi riconcilia con il mondo!! Bacioni, Imma
Non hai idea da quanto tempo abbia voglia di farla e niente…ora vedo qui e mi torna il desiderio…
Anch’io c’è l’ho nella to do da tempo ma ancora non ce l’ho fatta a provarla….
Tu che formaggio hai usato? Robiola, Philadelphia?
Un bacio eli, buona settimana
Buongiorno ragazze!
@Chiara: robiola
che goduria davvero e come sono limpide e belle le foto..
lia
Ecco, questa è una di quelle ricette che ho nel cassetto da almeno 2 anni. Me ne dimentico e poi ripiomba nella mia testa come un tarlo grazie a diaboliche blogger come te!
Lo prendo come un segno?
Un bacione grande, Pat
A me piace da matti anche quando è “bassa”… Sarò normale? 😉
Buona settimana cara…
Vedo che le to-do-list di molte di noi hanno qualcosa in comune.. anche io tutte le volte che vedo la cotton cheesecake vengo colta da una voglia pazzesca, e poi non l’ho ancora realizzata.. ma rimedierò, appena avrò una cena (e prossimamente ne prevedo moooooolte)!
Bellissima e sofficissima!
E capisco i tuoi ragionamenti sulla lievitazione..io ieri sera ho guardato ininterrottamente la cottura delle mie madeleines au citron per vederle crescere in diretta 🙂
Anche io vorrei provarla da una vita, ma poi qualcosa mi frena sempre. Credo sia timore di sfornare una ciofeca, ma seguirò sicuramente il tuo consiglio. È una meraviglia.
È un piacere ritrovarti cara Ely,
Caro
Oh sì, io amo veder crescere le torte… ogni volta mi sembra un piccolo miracolo… 🙂
E’ così bello affondare la forchetta in una fetta soffice e alta! Ho fatto alcuni esperimenti con la cheesecake più classica, ma questo tipo mi manca… mi ha conquistata subito, grazie anche alle tue foto!
Che buooooonooooo…. Posso dire con fierezza che io c’ero e che è veramente buonissimo. Brava la mia amichetta
E’ particolare.. sarei curiosa di assaggiarla!!! baci e buon lunedì 🙂
In effetti, anche dalle foto vediamo bene quanto è soffice! tutta da provare allora, dopo tanto elogio 🙂
bacioni
Quindi, ecco, rispetto alla cheese cake classica si presenta più ariosa?
Conosco questa torta ma anche nel mio caso è nella lista dei to do da troppo tempo, dovrò rimediare al più presto..
Not Only Sugar
amo questa torta!!!
amo come hai descritto questa torta!!
amo la prima foto alla follia!!
grazie
un bacio grande
Entusiasta di provare questa torta…mi si è afflosciata tragicamente e quasi bruciata sul fondo…sarà stato forno a temperatura troppo alta e griglia troppo in basso? cosa pensi? vorrei ritentare!!!
@Baby, hai cotto correttamente a bagno maria funziona ventilata a 160°?
Hai preriscaldato?
@Elisa, a 180° statico con 4 pirottini pieni d’acqua accanto allo stampo…. quindi ahimè ho sbagliato tutta la cottura 🙁